MARIAM AL – ‘LJLIYA: L’ASTROLABIO PER CONOSCERE IL MISTERO DEL MONDO E DELL’UNIVERSO

Divulgare il potere della tecnologia e divenire una delle più illustri scienziate mai vissute: il destino di Mariam Al-ʿIjliyya configura la sua straordinarietà tra scienza, informatica e fantascienza

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Tra il 944 e il 967 D.C. una donna di nome Mariam Al-ʿIjliyya fu impegnata alla corte di Sayf al-Dawlah come costruttrice di strumenti chiamati Astrolabi, insieme al padre Al-ʿIjlī . La donna, di origini siriane, diede un contributo determinante nella storia dell’astrofisica moderna per l’introduzione delle potenzialità dell’Astrolabio e delle tecnologie ad asso annesse nelle epoche successive, in particolare nell’epoca del Rinascimento.

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La scienza, la medicina e l’astronomia occidentali furono profondamente segnati dalle scoperte realizzate o perfezionate a migliaia di chilometri di distanza, nelle regioni orientali. Una di queste è l’Astrolabio, utilizzato già a partire dal Medioevo ma raffinato e diffuso nelle epoche successive nelle sue versioni più sofisticate e sviluppato per altri funambolici traguardi scientifici.

“Marian Al-Ijliya contribuì a diffondere la genialità delle funzionalità dell’Astrolabio e il modo in cui esso avrebbe potuto apportare un grande contributo al progresso scientifico nel campo della lettura delle informazioni provenienti dall’ambiente e dai corpi celesti”

L’Astrolabio, il navigatore satellitare dell’anno 1000

L’Astrolabio, conosciuto e progettato secoli prima come strumento utilizzato per calcolare la posizione dei corpi celesti e per avere cognizione del tempo e dello spazio – fungeva sia come orologio che come navigatore satellitare – ed ebbe una folgorante rinascita culturale nel periodo in cui Mariam fu attiva come ingegnere e costruttore alla corte dell’Emirato di Aleppo, Sayf al Dawla.

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Marian Al-Ijliya, ingegnere e divulgatrice scientifica che aprì nuove strade allo studio delle informazioni provenienti dal cosmo

Negli anni Mille, l’Astrolabio divenne l’oggetto del desiderio non solo per la comunità scientifica, ma anche per le persone comuni che ne percepivano aspetti esoterici ed estetici di grande valore. Marian Al-Ijliya, da studiosa, ma anche da divulgatrice scientifica, contribuì a diffondere la genialità delle funzionalità dell’Astrolabio e il modo in cui esso avrebbe potuto apportare un grande contributo al progresso scientifico nel campo della lettura delle informazioni provenienti dall’ambiente e dai corpi celesti.

L’Astrolabio

Le capacità dell’Astrolabio e la spinta verso lo studio dell’Universo

L’Astrolabio forniva una proiezione stereografica – ovvero un’immagine 3D del cielo notturno in una superficie 2D. In tal modo veniva configurata una mappa celeste “on-demand” – uno strumento di straordinaria levatura scientifica per l’epoca e per le generazioni di scienziati successive. Sugli Astrolabi che l’astronomo portava in mano, le maggiori stelle del cielo erano rappresentate su un metallo traforato, incastonato in un supporto circolare più grande chiamato mater. La lastra traforata diveniva il supporto per vedere, attraverso di essa e su un’altra lastra – le linee che determinavano una particolare posizione geografica.

A Mariam Al-Ijliya è stato dedicato il nome dell’asteroide della fascia principale 7060 Al-‘Ijliya. La scienziata è presente, come riferimento iconografico, anche nel libro di fantascienza Binti, di Nnedi Okorafor, che narra la vicenda di una giovane donna africana e del viaggio interplanetario che la porterà a scoprire nuovi, impensabili, orizzonti.

Author: Claudia Sistelli

© Riproduzione Riservata

Image Credits: Courtesy of IGETEV, Muslim Women’s Historical Heritage

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