KONRAD ZUSE: L’INVENTORE DEL PRIMO COMPUTER PER SCOPRIRE I MISTERI DEL MONDO

L’ingegnere che progettò il primo computer programmabile amava dipingere e odiava eseguire calcoli matematici. Continuò nella sua vita a creare opere d’arte per diletto, mentre trasformò la sua insofferenza verso i calcoli in un vero e proprio mestiere, che lo portò a diventare l’iniziatore della dinastia dei Personal Computer

Konrad Zuse ha progettato il primo computer a 26 anni tra le mura della propria casa, dove abitavano con il lui i genitori, perché, come affermò il figlio Horst Zuse in un’intervista, mal sopportava di dover eseguire i calcoli necessari a scopo di studi ingegneristici. “Odiava profondamente eseguire quei calcoli” dichiaro Horst in un’intervista. E si ingegnò quindi nell’elaborazione di una macchina che li facesse al posto suo, il tutto con l’appoggio economico dei genitori, che contribuirono a creare quello che sarebbe diventato un business di enorme successo.

Il problema della comprensione del vocabolario e della sintassi del linguaggio macchina è stato più volte motivo di studio. Questo per consentire ad utenti di varie fasce di alfabetizzazione informatica di utilizzare i computer.

La macchina di Zuse, il primo calcolatore “funzionante”

La macchina di Zuse, denominata V1, era un prototipo del moderno personal computer. Cambiategli il nome poi in Z1, alla macchina di Zuse si susseguirono altre versioni più sofisticate, come la Z2 e la Z3, dove ai componenti meccanici si sostituirono i relè. Nel 1988, molti anni più tardi, alla macchina venne attribuita l’onorificenza di primo computer programmabile funzionante della storia dal Convegno Internazionale di Informatica.

Dal prototipo Z1 alla Macchina Enigma: decifrare il linguaggio macchina

La tecnologia di Konrad Zuse aprì il varco per un business assai proficuo, al quale prese parte anche la celebre Macchina Enigma creata da Alan Turing nel 1944, utilizzata per decifrare i messaggi in codice delle comunicazioni militari durante la seconda guerra mondiale. Tuttavia l’ingombro e il peso della macchina fecero pensare a Zuse ad un nuovo prototipo di computer, più compatto e destinato  per usi scientifici e commerciali. La Zuse KG, fondata nel 1940, ebbe un periodo di fiorente crescita e stabilizzazione degli introiti fino al 1962, quando fu venduta dapprima alla Brown Boveri and Co e poi alla Siemens

Ancora oggi la tecnologia IT si giova dell’invenzione di Konrad Zuse, compresa la capacità delle macchine di auto programmarsi e modificare il proprio operato, tipica delle macchine universali che vennero progettate dopo. Anche se uno dei primi impieghi di modifica automatica era stato già messo in opera per la traduzione da parte della macchina di istruzioni date per eseguire compiti dal cosiddetto “linguaggio macchina”, il problema della comprensione del vocabolario e della sintassi del linguaggio macchina è stato più volte motivo di studio. Questo per consentire ad utenti di varie fasce di alfabetizzazione informatica di utilizzare i computer. L’intuizione che ebbero Charles Babbage e Ada Lovelace diede una spinta alla scoperta di nuovi modi per progettare macchine in grado di comprendere automaticamente il linguaggio naturale

L’arrivo dei riconoscimenti all’ingegnere tedesco Zuse

Konrad Zuse è stato anche l’inventore del linguaggio di programmazione ideato per fornire le istruzioni a Z1, il Plankalkül. Tradotto in italiano “piano di calcolo”, il Plankalkül non fu pubblicato nel periodo atteso, ma dopo ben 30 anni dalla sua progettazione, nel 1972. Le motivazioni di questa scelta pare furono politico-economiche, complice anche la crescita esponenziale del mercato delle macchine universali negli anni ‘40. Tuttavia il prestigio, sia a livello commerciale – fattore non sempre scontato nel settore delle innovazioni informatiche – che a livello culturale e sociale, non tardò a radicarsi nella vita di Konrad Zuse. 5 anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1995, il primo compilatore con il linguaggio di programmazione Plankalkül fu adottato dalla Technische Universität Berlin


La Germania, patria d’origine dell’ingegnere che nel passato ha ostacolato in diverse occasioni la commercializzazione e la diffusione delle sue opere, ha dedicato a Zuse diverse onorificenze. Nel Museo della Tecnica di Berlino sono conservate molte delle sue macchine in versione originale o ricostruite da lui stesso negli anni ottanta. 

Author: Claudia Sistelli

© Riproduzione Riservata

Image Credits: Deutsches Museum

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