CORRADO BÖHM: LA SCIENZA DELL’INFORMATICA IN UN PERIODO DI CAMBIAMENTI CULTURALI

Corrado Böhm insegna Scienze dell’Informazione in un momento cruciale di riforma sociale. Collabora alla stesura del Teorema di Separazione, che consente di completare le istruzioni della Macchina di Calcolo ideata da Alan Turing e diviene fermo punto di riferimento per la scienza informatica dell’Italia degli anni ‘70.

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il Teorema di Böhm-Jacopini è uno snodo fondamentale della carriera di Corrado Böhm. matematico e informatico italiano nato a Milano nel 1923, perché si rivela significativo per quella che era stata fino ad allora la semantica dei linguaggi di programmazione. Chiamato anche Teorema di Separazione ed enunciato nel 1966 da Corrado Böhm e Giuseppe Jacopini, afferma che qualunque algoritmo può essere usato in programmazione con sole tre strutture di controllo: sequenza, selezione e iterazione, al fine di completare istruzioni elementari come il modello di base della Macchina di Turing, ad esempio. Alan Turing è infatti per Böhm uno dei riferimenti per lo studio delle applicazioni di calcolo dei linguaggi di programmazione.

La carriera come docente nei maggiori centri di ricerca universitaria

Dal 1953 fino al 1968 Corrado Böhm lavora come ricercatore a Roma presso l’Istituto per le Applicazioni del Calcolo “Mauro Picone” del CNR, dove collabora, dal 1959, anche come professore all’Università di Pisa e Roma, per diventarlo, nel 1970, anche all’Università di Torino. Qui il ricercatore dirige l’Istituto di Scienze dell’Informazione, dove viene supportato nella didattica, nell’organizzazione e nell’amministrazione del corso di studi, da Mariangiola Dezani, Simona Ronchi Della Rocca e Maddalena Zacchi.

“In Italia e nel mondo le idee di intere generazioni stavano per essere messe in discussione e un’epoca di novità tecnologiche avrebbe segnato in modo permanente la storia dell’informatica “

I ricordi di Alessandro Berarducci del professore Corrado Böhm

La carriera di Böhm come docente viene ricordata con gioia e riconoscenza dai suoi allievi, tra i quali troviamo anche Alessandro Berarducci, allora studente e poi divenuto anch’egli professore. Alessandro descrive il prof. Corrado Böhm come estremamente curioso rispetto alle ultime novità in ambito tecnologico e nei primi anni ottanta, quando in Italia si iniziavano a diffondere i primi personal computer, lui stesso impara a usare le TeXas Instruments durante le lezioni di Corrado Böhm. In una testimonianza apparsa sul sito del matematico, scomparso nel 2017, appare la ricca esposizione di Alessandro Berarducci, il quale ricorda che solo l’anno precedente alla “comparsa” in facoltà dei dispositivi Texas Instruments, il professore era solito far sostenere gli esami attraverso la compilazione di un programma su schede perforate. “Le “schede – racconta Berarducci – andavano inserite nella bocca di un grande calcolatore VAX (il quale occupava un’intera parete). Un solo errore nella scrittura del programma, quindi un buco sbagliato, e bisognava gettare via l’intera scheda e ricominciare da capo”.

La nascita del Movimento Studentesco e le lezioni a Palazzo Campana

L’esperienza dura quanto formativa di Alessandro Berarducci si inserisce alla fine di un periodo denso di riforme e sperimentazioni sia nel campo sociale che tecnologico. Nel 1968, anno della fondazione del Movimento Studentesco, Palazzo Campana, sede delle lezioni di Corrado Böhm del Corso di Scienze dell’Informazione, fu teatro anche dell’occupazione messa in atto dal gruppo di studenti nello stesso anno. In Italia e nel mondo le idee di intere generazioni stavano per essere messe in discussione e un’epoca di novità tecnologiche avrebbe segnato in modo permanente la storia dell’informatica.

Author: Claudia Sistelli

© Riproduzione Riservata

Image Credits: Scuola politecnica federale di Zurigo (ETH)

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