LE INDUSTRIE SCELGONO L’ACQUISTO DI TECNOLOGIE E SERVIZI PER DIVENIRE PIU’ SOSTENIBILI

Grazie alla servitizzazione delle tecnologie che fanno acquisire alle aziende abilità inedite, anche la sostenibilità di mezzi e strumenti giova di questa rinnovata gestione 4.0

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Industria 4.0 fa rima con servitizzazione 4.0. Un valore, quello della servitizzazione, che ha appreso molto dalle tecnologie digitali di ultima generazione e che ha sviluppato una nuova serie di valori al prodotto legati alla creazione di una catena di servizi con i quali il prodotto acquisisce un valore aggiunto. Si pensi a tutti quei servizi legati alla fornitura di un bene a cui si aggiungono dei benefits: beni strumentali a fronte del pagamento di un canone fisso, supporto post vendita e migliore gestione energetica del ciclo di produzione, vendita e post-vendita.

Criticità e cambiamenti determinano caratteristiche, come ad esempio una richiesta di mitigazione rispetto ai cambiamenti climatici, l’adeguatezza a nuove normative e la richiesta di adesione ad uno standard da parte di un cliente o un fornitore

Gestire meglio il prodotto grazie all’acquisto di servizi

Le aziende 4.0 non rimangono indifferenti ai nuovi parametri di questo business, anzi ne sono tra i maggiori Operations Makers. Come? Acquistando i servizi che saranno la punta di diamante del nuovo stile di acquisto. Tra questi servizi vediamo innanzitutto una pratica già ampiamente diffusa che è cresciuta nell’ultimo anno: il noleggio di beni hardware e software come supporto alla produzione, a fronte del pagamento di un canone. A questo tipo di servizio se ne aggiungono altri, come quelli legati alla manutenzione predittiva e preventiva e ad una migliore gestione energetica del ciclo di produzione e distribuzione del prodotto.

L’industria 4.0: un driver per la sostenibilità

La servitizazzione 4.0 diventa uno strumento per raggiungere in modo più veloce ed efficace parametri di sostenibilità di mezzi. Tale beneficio si ripercuote sulla necessità, questa divenuta più impellente, di monitorare i KPI di sostenibilità relativi ai consumi e ai processi produttivi, di un controllo più capillare di scarti ed emissioni nocive durante tali processi e infine di garantire maggiore tutela di salute e sicurezza sul lavoro ai dipendenti.

I fattori che spingono le aziende a creare nuove policy

L’industria 4.0 diventa così un driver per perseguire le necessità del consumatore e creare una policy sempre più protesa verso l’ambiente e il bene comune. Quali sono le principali motivazioni che spingono tali scelte? Vediamo quelle principali, grazie allo studio fatto dall’Istituto di Ricerca del Politecnico di Milano.

La prima spinta verso una nuova mediazione tra ambiente e bene individuale è quella data ovviamente dall’anticipazione dei trend di mercato e nella risposta al bisogno del consumatore. Tale Driver è accompagnato da criticità e/o cambiamenti che ne determinano le caratteristiche, come ad esempio una richiesta di mitigazione rispetto ai cambiamenti climatici, l’adeguatezza a nuove normative e la richiesta di adesione ad uno standard da parte di un cliente o un fornitore.

Per quanto riguarda un nuovo assetto rispetto alla sostenibilità di mezzi e servizi, le aziende si adeguano allineando le operations ad nuove strategia di sostenibilità aziendale e nel costruire un’immagine di brand sostenibile.

Le tecnologie alla base della servitizzazione 4.0

Tra i strumenti tecnologici alla base di una nuova prospettiva della servitizzazione, vediamo Industrial ioT, Industrial Analytics, Cloud Manufacturing, Advanced HMI, Additive Manufacturing e Servizi di Consulenza e Formazione.

Author: Claudia Sistelli

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