IL CAPITALE SEMANTICO: MEMORIA E CONSERVAZIONE NEL LINGUAGGIO NATURALE

Il capitale semantico è una risorsa inestimabile che la memoria individuale e collettiva costruisce e conserva nel linguaggio naturale. La sua conservazione è fondamentale per il mantenimento della nostra capacità di dare significato e comprendere il mondo

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Le sfide legate all’invecchiamento semantico e all’evoluzione del significato richiedono un impegno continuo nella preservazione delle risorse linguistiche, con l’aiuto delle nuove tecnologie, per garantire che la ricchezza del linguaggio naturale continui a essere una fonte di conoscenza e comprensione per le generazioni future.

Cos’è il capitale semantico?

Il capitale semantico può essere definito come “qualsiasi contenuto in grado di migliorare il potere di dare significato e di comprendere (semanticizzare) qualcosa”. In altre parole, si tratta di tutte quelle risorse linguistiche e cognitive che ci permettono di attribuire un senso al mondo che ci circonda e di comunicarlo efficacemente. Questo capitale non è statico, ma è in costante evoluzione, plasmato dall’uso, dalla cultura e dalle interazioni umane.

“Le iniziative di conservazione mirano a garantire che le risorse linguistiche, dai corpora testuali alle annotazioni complesse, rimangano accessibili e comprensibili per le generazioni future.”

Memoria e linguaggio naturale: un legame indissolubile

Il linguaggio naturale è molto più di un semplice mezzo di comunicazione; è un vasto deposito di significati, conoscenze e modi di interpretare il mondo. Questo deposito può essere concettualizzato come “capitale semantico”, un’idea che riveste un’importanza crescente nella comprensione di come il linguaggio funzioni, si evolva e venga preservato nel tempo.

La memoria gioca un ruolo fondamentale nella costruzione e nel mantenimento del capitale semantico. Senza memoria, l’acquisizione del linguaggio sarebbe impossibile. I processi di codifica, consolidamento e recupero della memoria sono essenziali per apprendere nuove parole, strutture grammaticali e, in generale, per comprendere e produrre il linguaggio.

Studi hanno dimostrato che la memoria di lavoro (working memory) è alla base dell’acquisizione del linguaggio, poiché senza la capacità di memorizzare fonemi, morfemi, strutture grammaticali e vocabolario, il linguaggio non può essere appreso. La memoria dichiarativa, per esempio, è associata all’apprendimento di vocaboli, mentre la memoria procedurale è legata all’apprendimento della grammatica. Queste diverse forme di memoria interagiscono per consentire sia l’apprendimento della lingua madre che di lingue straniere. La capacità di memorizzare e recuperare informazioni linguistiche è quindi un pilastro per l’accumulo e l’utilizzo del capitale semantico individuale e collettivo.

La conservazione del capitale semantico

La conservazione del capitale semantico del linguaggio naturale è una sfida complessa che coinvolge la salvaguardia delle risorse linguistiche e la gestione del loro significato nel tempo. Tre tipi di processi di invecchiamento possono influenzare i documenti digitali e, per estensione, le risorse linguistiche: l‘invecchiamento dei media, l’invecchiamento semantico e l’invecchiamento culturale. L’invecchiamento semantico, in particolare, si riferisce alla perdita di significato o alla modifica dell’interpretazione delle informazioni nel corso del tempo, rendendo cruciale la questione della “conservazione” non solo delle parole, ma anche dei loro contesti e delle loro accezioni.

Le iniziative di conservazione mirano a garantire che le risorse linguistiche, dai corpora testuali alle annotazioni complesse, rimangano accessibili e comprensibili per le generazioni future. L’uso di formati standard come XML è un prerequisito importante per la conservazione a lungo termine dei dati linguistici, anche se non sufficiente da solo. La preservazione della diversità linguistica e del patrimonio culturale in generale è oggi supportata da modelli scalabili che sfruttano l‘apprendimento automatico e l’analisi dei big data.

La semantica lessicale, ovvero il modo in cui i significati delle parole evolvono, è un campo di studio che rivela come le lingue si adattano e cambiano. Le lingue naturali affrontano la sfida di esprimere una gamma potenzialmente infinita di idee attraverso un insieme finito di parole, ricorrendo spesso alla polisemia (una singola parola con più significati correlati) come meccanismo di compressione. Tuttavia, questa “creatività lessicale” può portare anche alla “degenerazione semantica“, dove la complessità delle espressioni può causare una proliferazione di interpretazioni, rendendo difficile recuperare l’unico significato inteso. 

Il ruolo delle nuove tecnologie e le sfide future

L’avvento di modelli linguistici di grandi dimensioni ha portato a progressi significativi nell’elaborazione del linguaggio naturale. Questi modelli dimostrano capacità impressionanti nella generazione di testi realistici e nel loro utilizzo in numerosi compiti di NLP. Tuttavia, sollevano anche interrogativi sulla natura del capitale semantico nell’era digitale, in particolare su quanto questi modelli “comprendano” realmente il significato e se possano acquisire informazioni significative sul mondo al di fuori del linguaggio stesso. 

Sebbene gli LLM siano abili nell’elaborazione di vasti corpora di testo, la loro capacità di interpretare il significato profondo e di affrontare la degenerazione semantica rimane una sfida. La ricerca in questo campo mira a migliorare la comprensione semantica computazionale, riconoscendo che lo studio della semantica è multidimensionale e può essere arricchito da nuove tecnologie.

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Author: Claudia Sistelli

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